Il comunismo è e rimane l'unico superamento possibile della società capitalistica; tuttavia la sua forma e il suo contenuto non sono invarianti, ma storici e discontinui. Un'epoca – quella del movimento operaio – si è conclusa, e non ritornerà. Il patrimonio teorico delle lotte passate non mancherà di palesare la propria obsolescenza. Si tratta, dunque, per coloro che si pongono il problema della rivoluzione, di trarne fino in fondo tutte le conseguenze. Si tratta di comprendere il rapporto che oggi intercorre tra le lotte quotidiane del proletariato, la rivoluzione e il comunismo. Si tratta, nondimeno, di riconoscere finalmente tale comprensione come un'articolazione del tutto interna a questo stesso rapporto: senza lotta, nessuna teoria; senza teoria, nessuna rivoluzione.

Noi, come molti altri, abbiamo iniziato. Abbiamo qualche idea, forse non proprio peregrina. Designiamo il processo rivoluzionario a venire come la necessaria adozione, da parte del proletariato, di misure
immediatamente comuniste – senza transizione, senza socialismo. La necessità di queste misure – la necessità del comunismo come mezzo stesso della rivoluzione – si dà come già prefigurata in un certo numero di lotte proletarie contemporanee. Di questo, e di molto altro, si vuole rendere conto in questo blog, che è organizzato in quattro sezioni principali: 1) “Rivista”, dove si potranno scaricare i numeri de “Il Lato Cattivo” che
via via saranno pubblicati; 2) “Materiali ausiliari”, che contiene testi che, per varie ragioni, non hanno trovato spazio nella rivista, ma che possono integrarla o essere dialettizzati con essa; 3) “Rotture teoriche 1965-1980”, che raccoglie le espressioni di rottura con le Sinistre Comuniste che hanno gettato le basi dell'odierno dibattito sulla “comunizzazione dei rapporti fra individui”; 4) “Altre letture”, dove si potranno trovare spunti di inattualità provenienti dal passato, da leggere con l'occhio rivolto al presente.

lunedì 19 dicembre 2011

Dal rifiuto del lavoro alla comunizzazione. "Théorie Communiste" e "Troploin"

[Prefazione a «Endnotes» n.1 – Materiali preliminari per un bilancio del XX secolo]
Questo primo numero di Endnotes raccoglie una serie di testi (in buona sostanza un confronto tra due gruppi comunisti francesi) inerenti le rivoluzioni del XX secolo. Come emerge dai testi stessi, la storia di queste rivoluzioni è stata una storia di fallimenti e di sconfitte; non solo in quanto esse furono schiacciate dalla controrivoluzione capitalista, ma perché le loro stesse «vittorie» finirono per assumere i contorni della controrivoluzione; instaurando sistemi sociali che ponevano a proprio fondamento lo scambio monetario e il lavoro salariato, esse non riuscirono ad andare oltre il capitalismo. Tuttavia questa aberrazione non fu il semplice frutto di un «tradimento», non più di quanto altre sconfitte furono il risultato di «errori strategici» o di «condizioni storiche» avverse. Laddove si pone la questione dello scacco delle rivoluzioni del passato, non si può ricorrere a dei «se» ipotetici – deplorando quali cause della disfatta ogni genere di fattore (capi, forme organizzative, idee fallaci, condizioni immature etc.) e dimenticando i movimenti rivoluzionari stessi, il loro contenuto determinato. È proprio sulla natura di tale contenuto che verte il confronto teorico che qui presentiamo.