Il comunismo è e rimane l'unico superamento possibile della società capitalistica; tuttavia la sua forma e il suo contenuto non sono invarianti, ma storici e discontinui. Un'epoca – quella del movimento operaio – si è conclusa, e non ritornerà. Il patrimonio teorico delle lotte passate non mancherà di palesare la propria obsolescenza. Si tratta, dunque, per coloro che si pongono il problema della rivoluzione, di trarne fino in fondo tutte le conseguenze. Si tratta di comprendere il rapporto che oggi intercorre tra le lotte quotidiane del proletariato, la rivoluzione e il comunismo. Si tratta, nondimeno, di riconoscere finalmente tale comprensione come un'articolazione del tutto interna a questo stesso rapporto: senza lotta, nessuna teoria; senza teoria, nessuna rivoluzione.

Noi, come molti altri, abbiamo iniziato. Abbiamo qualche idea, forse non proprio peregrina. Designiamo il processo rivoluzionario a venire come la necessaria adozione, da parte del proletariato, di misure
immediatamente comuniste – senza transizione, senza socialismo. La necessità di queste misure – la necessità del comunismo come mezzo stesso della rivoluzione – si dà come già prefigurata in un certo numero di lotte proletarie contemporanee. Di questo, e di molto altro, si vuole rendere conto in questo blog, che è organizzato in quattro sezioni principali: 1) “Rivista”, dove si potranno scaricare i numeri de “Il Lato Cattivo” che
via via saranno pubblicati; 2) “Materiali ausiliari”, che contiene testi che, per varie ragioni, non hanno trovato spazio nella rivista, ma che possono integrarla o essere dialettizzati con essa; 3) “Rotture teoriche 1965-1980”, che raccoglie le espressioni di rottura con le Sinistre Comuniste che hanno gettato le basi dell'odierno dibattito sulla “comunizzazione dei rapporti fra individui”; 4) “Altre letture”, dove si potranno trovare spunti di inattualità provenienti dal passato, da leggere con l'occhio rivolto al presente.

sabato 17 dicembre 2011

Contributo a una critica dell'ideologia dell'ultrasinistra

Jean Barrot (1969)

Il testo che segue è il prodotto del lavoro di un gruppo "informale" di compagni che sono tutti passati attraverso l’ultrasinistra e che, in seguito, hanno messo in discussione le concezioni fondamentali di questa corrente. Era stato redatto per la riunione organizzata, nel giugno 1969, da ICO (il bollettino "Informations Correspondance Ouvrière" che riunisce, dal 1958, un gruppo di operai e militanti dell'ultrasinistra). Noi speravamo allora di potere affrontare una discussione di fondo con dei militanti dell'ultrasinistra, "consiliaristi", ma l’ideologia dell'ultrasinistra, che volevamo porre al centro della discussione, ci è apparsa in stato di avanzata decomposizione. Se, come talvolta si dice, la nostra epoca è quella della morte di tutte le ideologie, non sembra che l’ideologia dell'ultrasinistra sia stata risparmiata. Ora, noi possiamo solo accelerare un processo già largamente iniziato. L’importante è andare avanti, facendo progredire il nostro lavoro teorico: ne abbiamo dunque approfittato per sviluppare la parte del testo consacrata alla dinamica del capitalismo e alla legge del valore. Il problema della liquidazione dell’ideologia dell'ultrasinistra è in via di risoluzione, non grazie al nostro testo, ma attraverso il movimento stesso della società; ora quel che importa è porre i problemi della rivoluzione.