Il comunismo è e rimane l'unico superamento possibile della società capitalistica; tuttavia la sua forma e il suo contenuto non sono invarianti, ma storici e discontinui. Un'epoca – quella del movimento operaio – si è conclusa, e non ritornerà. Il patrimonio teorico delle lotte passate non mancherà di palesare la propria obsolescenza. Si tratta, dunque, per coloro che si pongono il problema della rivoluzione, di trarne fino in fondo tutte le conseguenze. Si tratta di comprendere il rapporto che oggi intercorre tra le lotte quotidiane del proletariato, la rivoluzione e il comunismo. Si tratta, nondimeno, di riconoscere finalmente tale comprensione come un'articolazione del tutto interna a questo stesso rapporto: senza lotta, nessuna teoria; senza teoria, nessuna rivoluzione.

Noi, come molti altri, abbiamo iniziato. Abbiamo qualche idea, forse non proprio peregrina. Designiamo il processo rivoluzionario a venire come la necessaria adozione, da parte del proletariato, di misure
immediatamente comuniste – senza transizione, senza socialismo. La necessità di queste misure – la necessità del comunismo come mezzo stesso della rivoluzione – si dà come già prefigurata in un certo numero di lotte proletarie contemporanee. Di questo, e di molto altro, si vuole rendere conto in questo blog, che è organizzato in quattro sezioni principali: 1) “Rivista”, dove si potranno scaricare i numeri de “Il Lato Cattivo” che
via via saranno pubblicati; 2) “Materiali ausiliari”, che contiene testi che, per varie ragioni, non hanno trovato spazio nella rivista, ma che possono integrarla o essere dialettizzati con essa; 3) “Rotture teoriche 1965-1980”, che raccoglie le espressioni di rottura con le Sinistre Comuniste che hanno gettato le basi dell'odierno dibattito sulla “comunizzazione dei rapporti fra individui”; 4) “Altre letture”, dove si potranno trovare spunti di inattualità provenienti dal passato, da leggere con l'occhio rivolto al presente.

venerdì 7 febbraio 2014

L’insurrezionalismo come una delle espressioni della dinamica del ciclo di lotte attuale

Amer Simpson

[Il testo che segue, originariamente pubblicato in francese su dndf.org, è la risposta a un articolo apparso sul sito spagnolo comunizaciòn.org nel giugno 2011, con il titolo Una vez màs: debate sobra la comunizaciòn. Entrambi i testi furono pubblicati, in traduzione italiana, sul n. 1 de “Il Lato Cattivo” (Un dibattito sull’insurrezionalismo). Il titolo è redazionale.]

La corrente insurrezionalista è una produzione teorica allo stesso titolo dell'insieme degli altri atti e discorsi che sono prodotti dal corso quotidiano della lotta di classe. Infatti, è la lotta a produrre la sua teoria, attraverso l'insieme delle pratiche che cercano di rispondere a una situazione particolare, all'interno di una congiuntura che detta il ritmo della lotta stessa. La produzione capitalistica produce storicamente il proprio superamento, ma lo produce in quanto pluralità di lotte disperse dentro le categorie del capitale, essendo ciascuna il contenuto della fase attuale della lotta di classe. Le lotte sono dunque teoriche: sono esse che producono l'insieme dei contenuti che le differenti correnti ideologiche traducono in maniera più o meno adeguata. Nessuno è in grado di fornire una risposta complessiva, ma soltanto una risposta adeguata ad alcuni problemi particolari sulla base di una prospettiva generale. In queste condizioni, tutti hanno qualcosa da dire, poiché tutti si confrontano con la medesima situazione a partire da posizioni differenti. Ecco perché la corrente insurrezionalista è coinvolta e messa a confronto con le lotte tanto quanto la corrente comunizzatrice. [...]

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