Il comunismo è e rimane l'unico superamento possibile della società capitalistica; tuttavia la sua forma e il suo contenuto non sono invarianti, ma storici e discontinui. Un'epoca – quella del movimento operaio – si è conclusa, e non ritornerà. Il patrimonio teorico delle lotte passate non mancherà di palesare la propria obsolescenza. Si tratta, dunque, per coloro che si pongono il problema della rivoluzione, di trarne fino in fondo tutte le conseguenze. Si tratta di comprendere il rapporto che oggi intercorre tra le lotte quotidiane del proletariato, la rivoluzione e il comunismo. Si tratta, nondimeno, di riconoscere finalmente tale comprensione come un'articolazione del tutto interna a questo stesso rapporto: senza lotta, nessuna teoria; senza teoria, nessuna rivoluzione. Noi, come molti altri, abbiamo cominciato. Abbiamo qualche idea, forse non proprio peregrina. Designiamo il processo rivoluzionario a venire come la necessaria adozione, da parte del proletariato, di misure immediatamente comuniste – senza transizione, senza socialismo. La necessità di queste misure – la necessità del comunismo come mezzo stesso della rivoluzione – si dà come già prefigurata in un certo numero di lotte proletarie contemporanee. Di questo, e di molto altro, si vuole rendere conto in questo blog.

lunedì 18 marzo 2013

Il proletariato e il problema della direzione rivoluzionaria

seguito da L'esperienza proletaria e due appendici critiche

Claude Lefort (1952)

   L'esperienza proletaria di oggi ruota tutta intorno alla fine dell'identità operaia. Posta così, quest'affermazione non pone particolari problemi a chicchessia: anche i nostalgici del Gran Partito e dei ranghi compatti della classe operaia sono talvolta disposti a riconoscere la “crisi d'identità” della classe per la quale militano. Il problema sorge nel momento in cui si va a “grattare nel torbido” di questa crisi d'identità. Forse che essa è solo e unicamente imposta – prodotto dell'offensiva capitalista e dell'arretramento delle lotte? O è piuttosto un qualcosa che la classe, da parte sua, assume e declina attivamente nei suoi comportamenti e nelle sue lotte?
I due articoli di Socialisme ou Barbarie che qui proponiamo ci dicono principalmente una cosa (è il motivo per cui li proponiamo): che la classe come materia prima, semplice oggetto del capitale, è una “robinsonata” non meno patente di quelle dell'economia politica classica duramente criticate da Marx. [Tratto dall'introduzione redazionale]