Il comunismo è e rimane l'unico superamento possibile della società capitalistica; tuttavia la sua forma e il suo contenuto non sono invarianti, ma storici e discontinui. Un'epoca – quella del movimento operaio – si è conclusa, e non ritornerà. Il patrimonio teorico delle lotte passate non mancherà di palesare la propria obsolescenza. Si tratta, dunque, per coloro che si pongono il problema della rivoluzione, di trarne fino in fondo tutte le conseguenze. Si tratta di comprendere il rapporto che oggi intercorre tra le lotte quotidiane del proletariato, la rivoluzione e il comunismo. Si tratta, nondimeno, di riconoscere finalmente tale comprensione come un'articolazione del tutto interna a questo stesso rapporto: senza lotta, nessuna teoria; senza teoria, nessuna rivoluzione. Noi, come molti altri, abbiamo cominciato. Abbiamo qualche idea, forse non proprio peregrina. Designiamo il processo rivoluzionario a venire come la necessaria adozione, da parte del proletariato, di misure immediatamente comuniste – senza transizione, senza socialismo. La necessità di queste misure – la necessità del comunismo come mezzo stesso della rivoluzione – si dà come già prefigurata in un certo numero di lotte proletarie contemporanee. Di questo, e di molto altro, si vuole rendere conto in questo blog...

domenica 1 gennaio 2012

Lettera sulla liberazione animale

Gilles Dauvé e altri (2000)

È impossibile determinare quando e come la storia ha preso la direzione sbagliata. Il primitivismo seleziona quei fatti che dovrebbero confermare le sue tesi, rigettando un aspetto della scienza (la storia tradizionale) in nome di altri aspetti che appartengono egualmente alla conoscenza capitalista (l'antropologia). Invece di rompere con il determinismo “marxista”, voi spostate l'enfasi dall'economia alle contraddizioni tra uomo e animale. Che sia scritto da Rousseau, da te o da me, ogni discours des origines dice molto di più sul suo autore che sul passato.