Il comunismo è e rimane l'unico superamento possibile della società capitalistica; tuttavia la sua forma e il suo contenuto non sono invarianti, ma storici e discontinui. Un'epoca – quella del movimento operaio – si è conclusa, e non ritornerà. Il patrimonio teorico delle lotte passate non mancherà di palesare la propria obsolescenza. Si tratta, dunque, per coloro che si pongono il problema della rivoluzione, di trarne fino in fondo tutte le conseguenze. Si tratta di comprendere il rapporto che oggi intercorre tra le lotte quotidiane del proletariato, la rivoluzione e il comunismo. Si tratta, nondimeno, di riconoscere finalmente tale comprensione come un'articolazione del tutto interna a questo stesso rapporto: senza lotta, nessuna teoria; senza teoria, nessuna rivoluzione.

Noi, come molti altri, abbiamo iniziato. Abbiamo qualche idea, forse non proprio peregrina. Designiamo il processo rivoluzionario a venire come la necessaria adozione, da parte del proletariato, di misure
immediatamente comuniste – senza transizione, senza socialismo. La necessità di queste misure – la necessità del comunismo come mezzo stesso della rivoluzione – si dà come già prefigurata in un certo numero di lotte proletarie contemporanee. Di questo, e di molto altro, si vuole rendere conto in questo blog, che è organizzato in quattro sezioni principali: 1) “Rivista”, dove si potranno scaricare i numeri de “Il Lato Cattivo” che
via via saranno pubblicati; 2) “Materiali ausiliari”, che contiene testi che, per varie ragioni, non hanno trovato spazio nella rivista, ma che possono integrarla o essere dialettizzati con essa; 3) “Rotture teoriche 1965-1980”, che raccoglie le espressioni di rottura con le Sinistre Comuniste che hanno gettato le basi dell'odierno dibattito sulla “comunizzazione dei rapporti fra individui”; 4) “Altre letture”, dove si potranno trovare spunti di inattualità provenienti dal passato, da leggere con l'occhio rivolto al presente.

martedì 11 giugno 2013

"SIC" - Incontro internazionale sulla comunizzazione a Montpellier

La rivista "SIC" organizza anche quest'anno, nei pressi di Montpellier, un incontro internazionale di discussione e approfondimento teorico, che avrà luogo dal 7 al 15 luglio. Per l'occasione pubblichiamo, in traduzione italiana, l'Editoriale del n.1 della rivista (novembre 2011).

Precisiamo che nel corso dell'ultimo anno, oltre a quelli citati nel testo, hanno partecipato al dibattito che ruota intorno a questa pubblicazione, anche compagni canadesi, belgi, cechi e di lingua tedesca, oltre naturalmente a noi del "Il Lato Cattivo". 

Per informazioni riguardanti l'incontro, scrivere a: pepe@communisation.net

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Nel corso della lotta rivoluzionaria, l’abolizione dello Stato, dello scambio, della divisione del lavoro, di tutte le forme di proprietà, l’estensione della gratuità come unificazione dell’attività umana, ovvero l’abolizione delle classi, della sfera pubblica e di quella privata, sono delle «misure» che aboliscono il capitale, imposte dalle necessità stesse della lotta contro la classe capitalista. La rivoluzione è comunizzazione, essa non ha il comunismo come progetto o risultato. [...]
Tra la fine degli anni 1960 e l’inizio dei '70, tutto un periodo storico durante il quale, in maniere diverse, la rivoluzione era stata concepita, tanto teoricamente che praticamente, come l’affermazione del proletariato, il suo ergersi a classe dominante, la liberazione del lavoro, l’instaurazione di un periodo di transizione, entra in crisi e giunge a compimento. È in questa crisi che il concetto di comunizzazione apparve.